PASSEGGIANDO in
liberty
"Trieste in liberty"




Il grande pittore triestino, di origine greca, Cesare
Sofianopulo soleva ripetere:

“La gente dovrebbe camminare lungo le strade guardando
sempre in alto per godere delle bellezze architettoniche
delle città”.


L’architettura triestina è infatti ricca di costruzioni in stile
neoclassico, e Art Déco, ma fra questi due periodi stilistici è
soprattutto il Liberty a fiorire nei primi anni del ’900,
potendo contare non solo su un’economia della città ai massimi
livelli, grazie ai traffici portuali, ma anche sulla firma di
grandi architetti.

>> TS: un unicum



un liberty contaminato...


Trieste è, soprattutto nel suo centro storico, una città
architettonicamente quasi esclusivamente ottocentesca, unico esempio
rimasto in Italia. La sua appartenenza all’Austria per 536 anni, fino
al 1918, ha consentito alla struttura urbana di rimanere
sostanzialmente integra pur evidenziando problemi derivanti dalla
vetustà. Costituisce quindi un unicum formatosi entro un lungo periodo
storico che contiene lo stile Neoclassico, il Liberty e l’Art Déco.
I numerosi contatti con altre culture che hanno contraddistinto più di
2000 anni di storia del territorio dell’Alto Adriatico,
influenzando... la formazione dei triestini, favorendo nel XIX secolo
la nascita di una coscienza artistica molto sensibile e radicata nella
media borghesia triestina. Dalla letteratura all’arte, dalla
psichiatria alla psicanalisi, dal teatro all’architettura i triestini
hanno sviluppato una particolare sensibilità dell’estetica e dei nuovi
stili. La notevole valorizzazione data a Trieste dall’impero austro-
ungarico promuovendo grandi iniziative come quelle assicurative e
quelle cantieristiche, consentirono alla città di mantenere un
costante contatto culturale e artistico con tutta Europa .

Le costruzioni nello stile in argomento furono realizzate dal
1892 al 1925, a cavallo dunque del XIX e del XX secolo, con
una concentrazione nel primo decennio del XX secolo. I palazzi
più importanti sono quelli... firmati dai grandi architetti
Max Fabiani, Giorgio Zaninovich e Giuseppe Sommaruga che
rappresentavano rispettivamente tre correnti: quella
protorazionale, ispirata alle teorie del caposcuola Otto
Wagner, quella secessionista viennese e quella floreale
italiana d’influssi milanesi e lombardi. Di grandissimo valore
anche le opere di altri progettisti che hanno lavorato a
Trieste, fra cui: Eugenio Geiringer, a cui si deve la
realizzazione nel 1892 del primo palazzo in stile liberty a
Trieste (Via San Giorgio n. 5), Romeo Depaoli (palazzo Smolars
e la costruzione all’angolo di C.so Italia con Via Imbriani) e
Giorgio Polli (Pescheria Nuova). Un censimento degli anni ’80
ha messo in evidenza, fra interi palazzi, particolari fregi,
ingressi, portoncini e balconate, una settantina di pregevoli
espressioni di questo stile, ma se ne possono aggiungere
ancora altri di minore importanza, tuttavia interessanti, per
arrivare a più di 200 manufatti. Nello stile liberty risultano
anche buona parte delle costruzioni del nostro Porto Vecchio,
concepite da un gruppo di professionisti coordinati da Giorgio
Zaninovich a cui si deve il progetto delle porte d’ingresso.



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>> progettisti liberty
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>> progettisti liberty


esperienze e influenze diverse...


Max Fabiani 1865 - 1962

Maximilian Fabiani, meglio conosciuto come Max, nato in Slovenia,
studia architettura tra il 1883 e il 1884 presso il politecnico
Technische Hochschule di Vienna (dove in seguito insegnò arte
decorativa) e in Austria collabora presso lo studio di Otto Wagner, è
una figura mitteleuropea. Urania a Vienna e il Narodni dom-Hotel
Balkan a Trieste (1902), sono tra le sue opere più importanti.
Durante tutta la sua opera egli rispettò sempre il carattere della
città; ed è proprio per questo che Trieste vede l'assenza di forme
barocche a favore di una forte impronta Liberty riscontrabile nella
famosa Casa Bartoli (1905) e nel palazzo de Stabile (1905) a Trieste.
Contrariamente ai suoi colleghi non accolse in modo incondizionato le
decorazioni in stile liberty, bensì seguì una corrente razionale
seguendo teorie funzionaliste derivate dal suo maestro. A Trieste,
nella sua posizione di isolamento, fu il maggior esponente della
corrente protorazionale.

Giorgio Zaninovich  1876-1946

Allievo di Otto Wagner, come il collega Fabiani, si discosta dalla
corrente protorazionalista della scuola di appartenenza, per seguire
gli influssi secessionisti di Olbrich.


Giuseppe Sommaruga 1867-1917
 
Architetto italiano formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di
Brera di Camillo Boito; dopo aver ricevuto un premio per il concorso
internazionale di architettura e dopo aver progettato l'ossario di
Palestro e alcuni edifici a Milano, con la realizzazione del Palazzo
Castiglioni nel 1903 diventa una personalità di spicco del Liberty
milanese. Egli fu l'unico progettista di stampo modernista a creare
uno stile proprio, plastico, ma allo stesso tempo rispettoso dei
criteri di funzionalità.


Carlo Mosco

Diplomatosi nel 1910 presso Le Belle Arti di Milano, si forma in un
ambiente ricco di nuovi movimenti culturali e moderni linguaggi
architettonici, tra i quali lo stile floreale.


Romeo Depaoli 1876-1916

Questo progettista triestino lo troviamo inserito all'interno della
cultura floreale italiana,; sebbene fosse poco conosciuto svariate
sono le sue realizzazioni, molte delle quali incompiute a causa della
sua breve esistenza.
Si forma presso la scuola di Arti e Mestieri della città, ma ciò
nonstante sorprendente è il livello delle sue opere ed è per questo
che occupa una posizione importante all'interno del gruppo di
architetti attivi a Trieste. La sua probabile presenza al Politecnico
di Vienna, dove forte era la corrente secessionista, sembra non abbia
sconvolto la sua adesione al floreale italiano.
Tra il 1903 e il 1913 il Depaoli collabora con Augusto Terni con il
quale instaura un sodalizio che fù il periodo di maggior attività.


Umberto Fonda 1880-1972

Umberto Fonda nato a Trieste studiò a Graz e Vienna al Politecnico e
alla Scuola di ingengneria, ottendendo i titoli di architetto e
ingegnere. Appare influenzato dalla scuola di Otto Wagner sebbene non
risulti nell'elenco degli allievi della sua scuola. Molte delle sue
opere sono delle chiare dimostrazioni della sua ispirazione wagneriana
e della sua adesione alla corrente protorazionalista: al composto
decorativismo tipico della secessione, egli coniuga una rinnovata
organizzazione distributiva. Lavorando presso l'ufficio tecnico
regionale, dà il suo contributo nella stesura del Piano Regolatore;
successivamente inizia a svolgere la libera professione occupandosi
della costruzione di edifici di civile abitazione in quanto grande era
la richiesta di case dovuta all'incremento della popolazione. Viene
così a trovarsi coinvolto nella realizzazione di una quarantina di
edifici appartenenti alla zona di espansione.
Edifici poco valorizzati, assai poco segnalati, in zone non
centralissime, per cui bisogna andarli un po' a cercare, e di certo
meriterebbero un restauro e una valorizzazione.
L'esempio della Postsparkasse di Hoffmann era significativo, ma sembra
che a Trieste alcuni prgetti così arditi siano stati bocciati, ma ciò
nonstante il motivo dei chiodi e anche il motivo ripetuto del quadrato
soprattutto nelle porte caratterizzano i suoi edifici.


Luigi Miani


Josip Costaperaria


Giacomo Zamattio

>> censimento liberty


la diffusione del liberty in città...


Nei primi anni del novecento Trieste è interessata da un'intensa
attività edilizia in quanto la città in quel periodo è caratterizzata
da una forte ripresa economica e di sviuluppo dei traffici portuali.
E' proprio in questo momento che la città, pur essendo ancora legata
ad opere legate all'eccletismo, è investita dal Liberty.

Sebbene il tessuto urbano risultava saturo e la città si presentasse
urbanisticamente già ben organizzata, molti esempi di questo nuovo
stile interessano... il centro storico cittadino piuttosto che la
periferia, come invece avveniva nelle altre città. Molte opere
innovative andarono, spesso puntualmente, a sostituire edifici
preesistenti privi di importanza; in pochi casi, ad esempio nelle aree
di espansione edilizia, le nuove opere si insediarono in maniera meno
puntuale.

Le arterie di traffico interne e quelle di collegamento verso
l'entroterra furono le principali direttrici vincolanti per la
diffusione dello stile sul territorio.

Agli inizi del Novecento la struttura della città era caratterizzata
da una parte centrale in cui si trovavano gli edifici del governo,
dell'amministrazione e della giustizia, quelle mercantili e
dell'imprenditoria privata, le istituzioni culturali e di
rappresentanza; si trattava quindi di edifici architettonicamente
qualificati con da basso indice di affolamento. Le aree adiacenti,
sorte sulle principali direttrici, quali, Barriera Vecchia, Corsia
Stadion (odierna Cesare Battisti) e della stazione, presentavano
disomogeneità in senso sociologico dovuta alla diversa collocazione
degli abitanti all'interno del processo produttivo. E' proprio il
contributo dell'edilizia privata di stampo borghese che detrminò lo
sviluppo urbanistico della città e della diffusione dello stile
Liberty.
Questo stile non si è limitato a diffondersi e a caratterizzare un
preciso quartiere "rione", rimanendo un fenomeno circoscritto, bensì
permeò la città intera. Il Liberty triestino presenta un carattere
diffuso all'interno del tessuto urbano cittadino. E' questo il motivo
per il quale è difficile cogliere la sua presenza sul territorio.
Soltanto alzando gli occhi può capitare di ammirrare degli esempi
liberty, palazzi interi o singoli elementi decorativi, e capire quanto
questo stile investì la città di Trieste.


Partendo dalle opere commissionate dalle famiglie dell’alta borghesia
esso si estese poi a quelle dei ceti medi. Furono coinvolti anche
progetti industriali e pubblici e, per finire, fu impiegato nella
realizzazione di case popolari e di fabbriche.

Elenco del Liberty.

_ elenco

Diffusione temporale sul territorio triestino.





>> opere liberty


una grande varietà...


La disomogeneità della struttura sociologico-cittadina si riflette
sullo stile; in centro, nella città borghese, si possono trovare
esempi qualificati e importanti; mentre nella città operaia a ridosso
della zona centrale si hanno risultati diversi tra loro, da quelli di
ottimo livello a quelli più timidi, dalle decorazioni modeste, man
mano che ci si avvicina ai comparti industriali.

Per quanto riguarda gli edifici propriamente liberty, non si parla di
elementi derivanti dal passato, bensì di curiosità esotiche proposte
dalla moda: giochi di luce ed ombre, ricche decorazioni a volute,
nastri intrecciati, cascate di foglie e fiori stilizzati.

Negli edifici industriali è maggiormente riscontrabile l'influenza
austriaca piuttosto che quella italiana, ma allo stesso tempo molte
decorazioni sono floreali all'italiana.
Spesso queste costruzioni non hanno dei segni precisi, facilmente
catalogabili come influenze liberty, in quanto nella maggior parte gli
edifici sono il risultato di una somma di correnti diverse. Le
decorazioni floreali in questi casi sono elementi di derivazione
neoclassica, rinascimentale e barocca, successivamente trasformati
attraverso una geometrizzazione delle forme per apparire innovativi.

Infine ci sono gli edifici protorazionali dalle moderne concessioni
volumetriche, nuove continuità spaziali degli interni, ai quali si
sommano le modeste e sobrie decorazioni esterne dove i motivi
geometrici rendono rigide le sinuosità del liberty.


Perché a Trieste lo stile liberty caratterizza maggiormente l’edilizia
privata?

Lo stile liberty, definito “di rottura”, “moderno”, veniva guardato
con diffidenza dalla pubblica amministrazione; quindi raramente è
stato utilizzato per la costruzione di edifici a carattere pubblico e
istituzionale, anche se comunque se letti con attenzione anche in esse
si possono riscontrare le tracce di un inevitabile cambiamento ed
innovazione come nel progetto dell'ex Ospedale psichiatrico.

I giovani costruttori spesso dovettero scontrarsi con il vecchio
sapere delle commissioni pubbliche... che spesso frenavano i cantieri;
curiosa la vicenda del progetto dell’edificio di via S. Francesco 52:
<<“controverso e osteggiato dalla commissione pubbliche costruzioni,
per il suo carattere sperimentale nell’uso di materiali ed elementi
costruttivi“>>.


Solamente le case d’abitazione, grazie alla volontà del singolo
privato, sono state caratterizzate da... una maggior libertà
compositiva, sperimentazione formale e materica.

Per gli edifici commerciali vennero seguiti i canoni moderni che
prevedevano l’utilizzo di grandi vetrine e ampie superfici espositive,
mentre i canoni compositivi del Mietshaus centro-europeo vennero
ripresi nella nuova tipologia di casa d’affitto.


Tipologie di opere liberty presenti a Trieste:

_casa d’abitazione
_edifici e locali commerciali
_palazzi pubblici
_edifici industriali

a r c h i t e t t u r a_u r b a n i s t i c a_t u r i s m o





Casa Basevi. Eugenio Geiringer.
1903




Casa Smolars. Romeo Depaoli.
1906




Pescheria Centrale. Giorgio Polli.
1913




Porte d'ingresso Porto Vecchio.
Giorgio Zaninovich.




Pensilina al piano attico.
Arch. Dompieri




Palazzo del Governo. Emil Artman.
1905




Banca di Praga.
Palazzo pubblico
Josip Costaperaria-Osvald Polivka




Casa Bartoli.
Locali commercoali
Max Fabiani.





Casa Smolars.
Locali commercoali
Romeo Depaoli





Casa operai.
Edificio industriale
Romeo Depaoli





Ex teatro filodrammatico.
Locale pubblico
Viviani-Ghiberty





Ex teatro Hotel Balkan.
Edificio pubblico
Max Fabiani





Casa d'abitazione
Romeo Depaoli





1902-1903





1904-1905





1910-1914





1906-1909



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